Granit Xhaka sotto inchiesta per COVID-19, esce dalla nazionale
Nel silenzio dello spogliatoio di Sunderland, il centrocampista Granit Xhaka ha ricevuto una telefonata che ha cambiato il suo futuro internazionale. L’uomo di 33 anni ha comunicato alla DPA la decisione di non indossare più la maglia della Svizzera nelle prossime partite.
Xhaka è al centro di un’inchiesta penale svizzera per aver falsificato un certificato di vaccinazione COVID-19. La notizia è stata confermata dal quotidiano Blick, che ha dettagliato il metodo usato dal giocatore.
Indagine per certificato falsificato
Secondo Blick, il centrocampista ha ottenuto il documento falso tramite un medico di Lucerna, pur non essendo stato vaccinato. Il certificato attestava una vaccinazione contro il COVID-19 che non esisteva.
Le autorità hanno smascherato il medico all’inizio di questo mese, inserendolo in un’inchiesta sul traffico illegale di certificati. Il nome di Xhaka è comparso nei fascicoli, confermando il suo coinvolgimento.
Il giocatore ha ammesso i fatti, dichiarando di collaborare con le forze dell’ordine. “È stato un mio errore. All’epoca ero molto diffidente. Me ne rammarico profondamente”, ha detto in una conferenza.
Il falso certificato Covid mette a rischio la leadership di Xhaka
Xhaka sarà interrogato in Svizzera a inizio ottobre e, per questo, ha rinunciato alle prossime quattro partite di Nations League. La decisione non è legata a infortuni, ma a gravità penale.
A livello penale, la legge prevede una multa e, teoricamente, una pena detentiva sospesa con condizionale. Nessuna decisione è ancora stata presa.
Durante la pausa internazionale la Svizzera affronterà Macedonia del Nord, Scozia, Slovenia e nuovamente Macedonia del Nord. L’assenza di Xhaka indebolirà il centrocampo.
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A 33 anni, Xhaka contava 152 presenze con la nazionale e avrebbe potuto tornare a capitano. L’inchiesta lo esclude dal prossimo giro del tecnico Murat Yakin.