Serie A
Gila rifiuta l’Inter per il Milan, Pato pensa al ritorno a 37 a Trento
Al Festival dello Sport di Trento, Mario Gila ha dichiarato di aver rifiutato l’interesse dell’Inter per firmare col Milan, mentre Alexandre Pato ha scherzato sul possibile ritorno in campo a 37 anni, alimentando due dei temi più discussi della giornata.
Scelte di mercato al Festival
Mario Gila, difensore del Milan ed ex Lazio, ha spiegato che oltre a Napoli e Atalanta, anche l’Inter era sulla sua lista, ma ha scelto il Milan perché "quando ti chiama una squadra così, con una storia tanto importante, non si può dire di no". Ha sottolineato la volontà di contribuire a riportare il club rossonero ai vertici. La sua decisione è stata raccolta dagli inviati di TMW.
Miralem Pjanic, ex centrocampista di Roma e Juventus, ha raccontato il suo ruolo nel trasferimento del giovane bosniaco Kerim Alajbegovic alla Juventus. Ha detto che il Chelsea era vicino a chiudere, ma il ragazzo voleva giocare in Italia. "Quando ha la palla, succede sempre qualcosa", ha aggiunto, lodando la personalità e la capacità di Alajbegovic.
Alessandro Ferrari, direttore generale della Fiorentina, ha illustrato la decisione di esonerare Fabio Grosso dopo appena tre giornate. "Sono decisioni che bisognava prendere, prendendosi delle responsabilità", ha affermato, spiegando che il club non voleva attendere il peggioramento della situazione come nella stagione precedente. Ha ribadito l’ambizione europea della squadra e il sogno di conquistare un trofeo.
Progetti e ritorni dei protagonisti
Mateo Pellegrino ha motivato la sua scelta di trasferirsi alla Fiorentina nonostante l’interesse della Juventus, dicendo: "Ho scelto Firenze per il progetto e perché ho sentito che fosse la società che mi voleva per davvero". Ha riconosciuto il ruolo importante di Fabio Paratici, che lo seguiva già dai tempi precedenti al suo arrivo a Parma.
Alexandre Pato, ex attaccante del Milan, ha scherzato sul possibile ritorno in campo a 37 anni dopo aver visto Luka Modric giocare con la maglia rossonera. "Ho detto la stessa cosa a mia moglie Rebecca chiedendole il permesso di tornare a giocare", ha detto, elogiando Modric e auspicando che rimanga a lungo al Milan.
Franck Ribery ha ripercorso il suo percorso verso la panchina, ricordando il corso iniziato tre anni fa a Coverciano. "Mi hanno insegnato che ora non sono più un giocatore, ma un allenatore, che è una cosa diversa", ha spiegato, sottolineando l’obiettivo di trasmettere ai giocatori ciò che prima esprimeva direttamente in campo.