Gattuso al Festival di Trento: Lotito, Frattesi e Tavares al centro
Gennaro Gattuso, allenatore della Lazio, ha parlato al Festival dello Sport 2026 di Trento, tra presente, passato e futuro, raccontando il suo rapporto con Claudio Lotito, le prospettive per Davide Frattesi e Nuno Tavares, e i ricordi del Milan e della Nazionale, come riportato da.
L’intervista si è svolta al Teatro Sociale, nel panel “Non mollare mai”, condotta da Luigi Garlando. Gattuso ha dichiarato di aver raccontato senza filtri l’ultima giornata del Festival dello Sport 2026 di Trento, evidenziando presente, passato e futuro della Lazio. È stato l’ultimo intervento della manifestazione, chiudendo la giornata con un tono sincero.
Il rapporto con il presidente
Sul rapporto con Claudio Lotito, Gattuso ha affermato di raramente litigare con i presidenti, preferendo il dialogo diretto. “Con Lotito c’è questo rapporto, è il mio presidente, una persona intelligente, un genio; se le cose non funzionano bisogna dirsi le cose in faccia”, ha detto. CON Lotito, il dialogo è sempre stato fondamentale. LOTITO è un genio, ha aggiunto, e “con Lotito c’è questo rapporto”. Ha inoltre ricordato Gian Piero Gasperini, definendolo “un cambiamento epocale dopo Sacchi” e sottolineando che “molti proviamo a fare quello che fa lui, ma difficilmente ci riusciamo”.
Ha spiegato di aver rifiutato la Lazio due‑tre volte in passato, dopo un’esperienza dolorosa in Nazionale. “Ho detto sì perché ho visto un momento di difficoltà e giocatori con qualcosa da dare”, ha aggiunto, sottolineando l’orgoglio per i ragazzi. Dopo aver vissuto esperienze all’estero, ha dichiarato “avevo voglia di ripartire subito”. LAZIO mi ha offerto la sfida di ricominciare, ha proseguito, e ha anticipato la preparazione contro il Monza, dove “avevo 10 giocatori di movimento e poi giovani della Primavera, non vedo l’ora di preparare la partita, anche perché con Juric non ho bei precedenti”.
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Frattesi e Tavares: i protagonisti
Riguardo a Davide Frattesi, Gattuso ha ricordato di averlo allenato in Nazionale, spingendolo a non accontentarsi di 10‑15 minuti. “La sua scelta della Lazio è stata incredibile, un passo necessario, e sono felice che abbia preso le sue responsabilità”, ha commentato. Ha ammesso che “la Lazio poteva fare poco sul mercato”, ma ha lodato la determinazione del centrocampista.
Sul talento di Nuno Tavares, l’allenatore ha detto: “Solo uno in giro, il Mendes del PSG. Ha sperperato 100 milioni di eredità familiare, ma all’inizio non è stato rose e fiori”. TAVARES ha sprecato molte opportunità, ha aggiunto, e “odio chi ha talento e non si migliora”. Ha confrontato il suo percorso “più scarso” con quello di Tavares, sottolineando la difficoltà di sopportare chi “si mette sotto ai piedi”.
Gattuso ha rivissuto i ricordi del Milan, citando Boban, Maldini, Costacurta e Albertini come modelli da copiare. MILAN è stato la culla di quegli insegnamenti, ha spiegato, descrivendo il suono della palla nei loro piedi e le foto di trofei a Milanello, ringraziando quei campioni per l’ispirazione. Ha ricordato anche il 2003, quando “vinciamo i quarti di Champions con Ajax, al Milan, ma al 90′ eravamo fuori”, evidenziando come gli episodi segnino la carriera.
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Ha parlato del Mondiale 2006, raccontando di essersi ferito prima del torneo e di aver chiesto a Marcello Lippi di tenerlo a Coverciano. NAZIONALE mi ha segnato, ha detto, riconoscendo la vittoria storica come opera di Lippi. Ha ricordato episodi cruciali come la sconfitta contro la Bosnia e il rigore contro l’Australia, definendoli parte della sua vita calcistica. Ha inoltre ricordato i primi giorni di Calciopoli, quando “ci tiravano i pomodori”, ma ha sottolineato che “piano piano siamo arrivati dove siamo”.