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Gattuso affronta malattia della doppia visione 15 anni dopo vittoria Mondiale

🇮🇹 Di 4AllFootball ·
Gattuso affronta malattia della doppia visione 15 anni dopo vittoria Mondiale

All'interno del moderno auditorium del Festival dello Sport di Trento, l'ex mediano di ferro si è avvicinato al microfono, gli occhi lampeggiando brevemente mentre descriveva la battaglia silenziosa che lo accompagna da quindici anni. Gennaro Gattuso, ora allenatore della Lazio, ha rivelato come un disturbo autoimmune plasmi la sua routine quotidiana.

Trionfo nella Coppa del Mondo e curriculum da giocatore

Il curriculum del centrocampista è costellato di onori scintillanti. Ha sollevato il trofeo della Coppa del Mondo in Germania 2006 con la Nazionale italiana, un trionfo che ha consolidato la sua reputazione per carattere, grinta e impegno incessante. In precedenza, aveva già conquistato due titoli di UEFA Champions League e due Scudetti indossando la maglia del Milan, risultati che hanno confermato il suo status di moderno guerriero del calcio.

Nelle settimane precedenti quella finale di Coppa del Mondo, Gattuso ha superato una grave lacerazione muscolare, completando un programma di riabilitazione che lo ha visto allenarsi fino a quattordici ore al giorno. Il rapido recupero ha convinto l'allenatore Marcello Lippi a sceglierlo titolare garantito nella campagna storica.

Vivere con una condizione autoimmune

Durante l'intervista a Trento, l'allenatore ha rivelato che la malattia lo costringe a prendere cortisone quotidianamente e ha provocato diplopia – un problema di doppia visione che destabilizza la sua vista. “Ho smesso di giocare a causa della patologia autoimmune che ho contratto,” ha detto, aggiungendo, “Ho la diplopia, che mi impedisce di vedere correttamente.” Il pubblico ha risposto con applausi mentre GATTUSO terminava le sue osservazioni.

La condizione ha accelerato il suo ritiro nel 2013 mentre era ancora un giocatore del Milan, e continua a dettare scelte di vita rigide. Gattuso ha rivelato di aver trascorso sei‑sette anni senza una sola goccia di alcol, osservando che “ci sono persone con la mia malattia che sono a letto da quattro o cinque mesi perché non riescono a muoversi.”

Carriera da allenatore forgiata dalla perseveranza

Indifferente, l'ex capitano dell'Italia è passato alla gestione, prendendo in mano SSC Napoli, poi il Milan, e successivamente la nazionale italiana prima di accettare il ruolo alla Lazio a giugno di quest'anno. Il suo periodo a Napoli è iniziato nel 2013, seguito da una parentesi al Milan nel 2017, e ha guidato la squadra italiana dal 2018 al 2023 prima di trasferirsi alla Lazio. Nonostante le complesse conseguenze della malattia, mantiene una presenza a tempo pieno nel calcio d'élite europeo.

“Ho accettato la malattia, lavoro con essa, ma ha il suo peso perché prendere cortisone ogni giorno non è facile,” ha ammesso Gattuso, ma sottolinea una mentalità ferma: “Continua finché Dio ci dà la forza di andare avanti.” La sua determinazione esemplifica la resilienza che molti club cercano ora nei leader.

La storia di Gattuso sottolinea come l'avversità personale possa convivere con l'ambizione professionale, offrendo un esempio potente per giocatori e allenatori che affrontano sfide di salute. La sua apertura sulla lotta quotidiana aggiunge una dimensione umana al mondo ad alte prestazioni del calcio, ricordando allo sport che la perseveranza spesso si nasconde dietro i titoli.

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