Festival di Trento: la Juventus del '96 onora Vialli
Nell’ampio Auditorium di Santa Chiara a Trento, le luci si abbassano e il pubblico trattiene il respiro mentre si prepara a rivivere la notte dei campioni: l’ultimo giorno del Festival dello Sport 2026, con la Juventus del 1996 pronta a raccontare la sua impresa in Champions.
Il panel, condotto da Fabio Licari, ha ospitato gli otto protagonisti della finale di Champions League del 1996: Massimo Carrera, Angelo Di Livio, Moreno Torricelli, Michelangelo Rampulla, Angelo Peruzzi, Michele Padovano, Ciro Ferrara e Gianluca Pessotto. Il pubblico ha assistito a risate che ricordavano i momenti nello spogliatoio, ma anche a una carica emotiva tipica del grande Sport. Moreno Torricelli ha aggiunto un aneddoto sulla partita amichevole contro la Carrarese.
Ricordi di Vialli
Prima di chiudere la serata, è stato ricordato il capitano scomparso, Gianluca Vialli. Gli otto eroi bianconeri hanno mostrato al pubblico la maglia di Vialli, suscitando una lunga standing ovation. Il gesto ha suscitato un momento di grande commozione, con la frase “Non dimenticheremo mai” pronunciata più volte. Gianluca Pessotto ha salutato il pubblico con un cenno di rispetto.
Sono stati trasmessi i video di saluti di Antonio Conte e di Paulo Sousa. Conte ha dichiarato: «È bello festeggiare i 30 anni di quello che è stato il successo più importante di quella Juve. Di quel gruppo mi è rimasto soprattutto il valore umano, con un grandissimo allenatore come Lippi alla guida». Perché il valore umano è rimasto impresso, Sousa, sorridendo, ha aggiunto: «Cosa ricordo? Che Non avrebbero vinto senza di me. Sono veramente molto grado di appartenere a quel gruppo straordinario. Mi mancate tantissimo».
Anecdoti dei protagonisti
Angelo LIVIO ha ricordato: «Noi eravamo calciatori, ma prima ancora uomini e fratelli. Eravamo una cosa, facevamo il tifo per chi entrava al posto nostro. Non per niente abbiamo vinto tutto». Ha poi spiegato la fatica in campionato: «Non abbiamo fatto mai una scelta, ma inconsciamente annusavamo la possibilità di fare qualcosa in Champions». Ha citato anche l’amichevole contro la Carrarese di Baldini, definendola una partita vinta da grandi professionisti.
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Angelo PERUZZI ha sottolineato la maturità del gruppo: «Prima di ogni partita scherzavamo sempre, ma quando si saliva sul palco bastava, si diventava seri». Ha raccontato l’errore contro il Borussia Dortmund nel settembre ’95, ammettendo: «Chiaramente è stato un errore mio, avevo due occhi gonfi e ho preso quel gol».
Massimo CARRERA ha parlato del possibile addio: «Dovevo andare via dalla Juventus e potevo andare alla Roma. Lippi voleva poi che andassi al Napoli, ma io non ci volevo andare, mia moglie aspettava la bambina». Ha aggiunto di aver iniziato a finire in tribuna, pur allenandosi con la squadra.
Michele ha ricordato Vialli: «Vialli mi manca tantissimo, le persone come lui non moriranno mai. Prima della gara contro il Real Madrid vinta 2‑0 ai quarti di finale c’era grandissima tensione, lui prese una telecamera e filmò tutti per smorzare la tensione». Ha poi detto: «Senza quel gruppo e senza quella squadra non avrei mai avuto l’opportunità di fare gol al Real Madrid da pochi metri. Ringrazierò sempre la società per avermi dato questa opportunità».
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Ciro FERRARA ha definito Lippi la chiave: «La persona che ci ha fatto credere di poter vincere la Champions in tanti modi». Ha ricordato la rovesciata contro il Nantes, definendola una delle sue migliori skill: «Misi in atto una delle mie skills migliori, la rovesciata».
Michelangelo Rampulla ha parlato della sua previsione sul gol di Del Piero al Borussia Dortmund: «Glielo dicevo sempre e allora lui non mi riconosce questa cosa, la maglia non me l’ha data». Ha concluso con un ricordo della coppa amichevole in Cina contro l’Evergrande, dove scherzosamente disse al mister: «Lasciamoli vincere che il presidente avversario è mio amico».