Serie A
Fabregas: l’ascesa del Como è senza precedenti, Nico Paz il prossimo Kaka
Cesc Fabregas insiste che l’ascesa del Como in Champions League sotto la sua guida sia “senza precedenti”, anche se i critici puntano alla enorme spesa dei proprietari indonesiani del club come principale motore della loro scalata. Lo spagnolo, parlando con la rivista di *La Delo Sport*, ha evidenziato il contrasto tra il suo progetto e le attese decennali subite da club come Paris Saint‑Germain e Arsenal prima di conquistare i loro primi trofei continentali.
Fabregas, che ha portato il Como dalla Serie B al calcio della Champions League in tre anni, ha respinto l’idea che solo il denaro spieghi il loro progresso. “Il Paris Saint‑Germain ha speso centinaia di milioni e ha dovuto attendere 15 anni prima di vincere la Champions League, mentre l’Arsenal ha dovuto attendere sette anni per vincere la Premier League”, ha detto. “Non guardo tanto al denaro speso, quanto al far emergere il meglio della squadra e dei singoli”. Ha aggiunto che il bilancio salariale del Como rimane modesto, con otto o nove squadre in campionato che pagano stipendi più alti.
L’allenatore del Como ha anche rivelato che Inter, Milan, SSC Napoli e Roma lo hanno contattato negli ultimi 12 mesi per valutare la sua disponibilità. “Quando prendo una decisione, non la cambio, quindi non è mai stato probabile che lasci il Como. Sono stato molto chiaro con il mio Presidente, ascolto gli altri come segno di rispetto, perché mi permette anche di spiegare le mie ragioni”, ha affermato Fabregas.
Fabregas è stato determinante nello sviluppo del centrocampista Nico Paz, che ha acquisito completamente dal Real Madrid — sebbene i Merengues mantengano una clausola di riscatto. “Nico Paz ha tutto, fisico e qualità”, ha osservato. “Quando parlo con lui, cerco di capire quanto sia desideroso di arrivare in cima. Se mi giro verso di lui e lui guarda dall’altra parte, allora è il momento di lasciarlo andare”.
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Il ventunenne, che ha già militato in Serie A per il Como, è elogiato per il suo coraggio, la sua visione e la sua ambizione. “Ha 21 anni, ma sembra che giochi da un decennio”, ha detto Fabregas. “Come per tutti i giovani giocatori, bisogna continuare a spingerli, per far crescere la persona oltre che il calciatore. È così che si crea un giocatore che può inserirsi in Juventus, Inter o Real Madrid”.
Fabregas ha tracciato parallelismi tra Paz e Kakà, pur sottolineando le differenze fondamentali. “Kakà era un po’ più esplosivo. Aveva quel salto in avanti che, come Andrés Iniesta, era inarrestabile”, ha spiegato. “Nico è un po’ più fisico, più posizionale, più statico, ma sa usare il suo corpo in modo diverso rispetto agli altri”.
L’allenatore del Como ha enfatizzato la maturità tattica di Paz: “Ha l’obiettivo nella mente, un grande passaggio finale, ha iniziato a capire molto meglio il gioco. È un talento”. Ha anche indicato Lautaro Martínez dell’Inter come il miglior giocatore in Serie A, descrivendo l’attaccante argentino come “il picco” del calcio italiano in questo momento.
Riflettendo sulla propria carriera, Fabregas ha attribuito a José Mourinho e Antonio Conte la formazione del suo approccio manageriale. “Mourinho giocava con la mia mente, faceva qualcosa con me sapendo bene che non avrebbe funzionato con gli altri. È così intelligente”, ha detto. “Anche Conte è un allenatore che non lascia nulla per scontato; ogni giocatore è trattato allo stesso modo. Ha una visione forte”.
La leadership di Fabregas al Como ha attirato l’attenzione oltre i confini italiani, sollevando interrogativi sull’equilibrio tra investimento finanziario e impatto dell’allenatore. Eppure rimane concentrato sul progetto in campo, insistendo che il progresso del club si basa su più di semplici risorse.