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Fabregas difende il progetto Como e rifiuta l’Inter al Festival di Trento

🇮🇹 Di 4AllFootball ·
Fabregas difende il progetto Como e rifiuta l’Inter al Festival di Trento

Nel pomeriggio dell’ultimo giorno utile del Festival dello Sport di Trento 2026, il tecnico catalano Cesc Fabregas ha risposto alle critiche sulla scarsa presenza di italiani nella formazione del Como, ribadendo la sua filosofia di crescita e confermando il rifiuto dell’offerta dell’Inter.

Il percorso da giocatore a tecnico al Sinigaglia

Fabregas ha raccontato di aver avviato la sua carriera da allenatore proprio al Sinigaglia, partendo dalla Primavera per poi guidare la prima squadra verso la Champions League. Ha ricordato il suo ultimo periodo da calciatore a Como, definendolo “strano” e spiegando che, dopo il Monaco, le decisioni sono state più d’impulso che di ragionamento.

Il catalano ha sottolineato come, durante i tre anni e mezzo di Lucas Da Cunha, abbia spostato il giovane da esterno d’attacco a playmaker in mediana, senza prendersi i meriti: “Il merito è tutto suo, la sua fame è incredibile”. Ha aggiunto che preferisce giocatori con “fame” piuttosto che con grande talento già affermato.

Rifiuto dell’Inter e impegno per il calcio italiano

Quando l’Inter, dopo l’addio di Simone Inzaghi, ha proposto a Fabregas di prendere la panchina, il 39enne ha declinato, spiegando che per lui “vale più un giovane che un trofeo”. Ha citato Nico Paz, arrivato dal Real Castilla, e ha ricordato la fiducia di Alex Valle, Perrone e altri giovani.

Fabregas ha risposto alle critiche sulla mancanza di italiani in campo, evidenziando che il Como ha vinto la Serie B con il 95 % di giocatori italiani e che nella prima stagione in Serie A poteva schierare più di dieci. Ha rimarcato che, sebbene alcuni talenti italiani giochino in squadre più forti, il club non può essere giudicato solo su una stagione.

Il tecnico ha inoltre parlato del progetto giovanile del Como, definito “movimento giovanile italiano a tinte biancoblù”. Ha dichiarato di sentirsi italiano, di trascorrere vacanze in Italia e di voler formare calciatori che riconoscano tempo, spazio e movimento. Ha citato Riccardo Cassano, che non aveva mai giocato in Primavera, ma è stato notato al secondo giorno di allenamento.

Infine, Fabregas ha ricordato le sue esperienze da calciatore sotto Antonio Conte al Chelsea, dove ha scoperto l’aspetto tattico del gioco, e sotto Arsène Wenger, che gli ha dato libertà. Queste lezioni hanno plasmato il suo approccio al Como, dove “la mentalità e la fame” dei giovani sono al centro del progetto.

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