Serie A
Emozioni e scherni si scontrano al funerale di Baresi del Milan
Il funerale di Franco Baresi si è tenuto nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano il 4 agosto 2026, suscitando tributi sentiti da sostenitori e leggende del club mentre il patron Gerry Cardinale ha sopportato fischi dalla folla. L’evento ha combinato profonda emozione con una chiara dimostrazione di dissenso verso la proprietà del club.
Il capitano iconico è morto la scorsa settimana all’età di 66 anni dopo un trattamento per i noduli polmonari scoperti ad agosto 2025. La sua scomparsa ha scatenato un’ondata di dolore in tutto il mondo del calcio.
La cerimonia è stata trasmessa in televisione su Rete 4 in Italia e ha attirato ex compagni di squadra, colleghi e amici che si sono radunati per dire addio. La trasmissione ha raggiunto i tifosi in tutta l’Italia, sottolineando l’importanza nazionale di Baresi.
Migliaia di tifosi hanno allineato le strade intorno alla chiesa, trasformando l’area in una Curva Sud del San Siro con enormi bandiere, striscioni, fuochi d’artificio e cori. Un grande cartello recitava: “Leggenda, immortale, inimitabile bandiera che non smetterà mai di sventolare. Ciao Capitano.”
Paolo Maldini e sua moglie Adriana Fossa hanno partecipato al servizio, unendosi al coro dei tifosi che cantavano il nome di Baresi e le canzoni che un tempo riecheggiavano nell’arena. L’atmosfera era carica di riverenza per l’ex capitano.
Quando il patron di RedBird e proprietario del Milan Gerry Cardinale è uscito dalla basilica, è stato sopraffatto dai fischi rumorosi della Curva Sud, accompagnati da richieste all’americano di vendere e lasciare i Rossoneri. Fischi udibili hanno colpito anche l’attuale presidente Paolo Scaroni e il sindaco Giuseppe Sala.
Baresi era rimasto vicepresidente onorario dell’Milan, operando sotto la gestione di Cardinale, il che rendeva i fischi al patron ancora più sorprendenti. Il contrasto ha evidenziato le tensioni persistenti tra la dirigenza del club e la sua base di tifosi.
Non c’era modo ideale per salutare una leggenda che serviva ancora il club, lasciando i tifosi a chiedersi come evolverà il rapporto tra i Rossoneri e i loro proprietari dopo il funerale.