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Serie A

Dalla tragedia di Crans Montana al trionfo al San Siro: rinascita di Leonardo

🇮🇹 Di 4AllFootball ·
Dalla tragedia di Crans Montana al trionfo al San Siro: rinascita di Leonardo

Il sedicenne Leonardo Bove è sopravvissuto all’incendio di Capodanno a Crans Montana, ma settimane dopo si trovava sotto le luci del San Siro, sorridendo accanto a Curtis Jones e ascoltando l’invito di Javier Zanetti, mentre la presenza di Nicolo Barella sottolineava il netto contrasto tra tragedia e trionfo, e Leo ha definito l’esperienza una gioia immensa e una rinascita.

L’incendio di Crans Montana a Capodanno ha causato quarantuno morti e ha lasciato Leonardo Bove con ustioni che coprivano il cinquanta per cento del suo corpo; sua madre ha comprato i biglietti per le partite dell’Inter e la sua famiglia ha sostenuto i Nerazzurri da entrambe le parti; ha sopportato più di sei mesi di convalescenza prima di essere dimesso il 18 luglio.

Un lungo percorso di guarigione

È stato estubato il 20 gennaio e trasferito dalla terapia intensiva a un reparto per pazienti con gravi ustioni; sono stati necessari molteplici interventi chirurgici e sessioni laser per trattare le sue ferite; per quarantotto ore dopo l’incendio nessuno conosceva la sua posizione, e un test del DNA in un ospedale di Zurigo lo ha finalmente identificato.

Invito e arrivo allo stadio

Durante una sessione di fisioterapia ha inviato un messaggio a Javier Zanetti su Instagram e ha ricevuto una risposta venti minuti dopo; Zanetti, che aveva visitato il reparto due volte, ha espresso grande gioia nel poter invitare Leonardo e ha mantenuto la promessa di portarlo al San Siro; sabato Leonardo è entrato nello stadio con un biglietto di ospitalità nella tribuna delle autorità, dove il presidente del club Paolo Marotta lo ha salutato di persona.

Marotta lo ha accompagnato sul campo per guardare il riscaldamento da vicino; Leonardo ha posato per le foto con Federico Candreva, Henrikh Mkhitaryan e Curtis Jones, che indossava un cappellino dei Dodgers e fasciature per proteggere la pelle; ha anche visto la squadra dell’Inter avviare la campagna sconfiggendo il Monza, un momento che ha definito un ritorno alla vita.

Mentre era confinato nella sua stanza d’ospedale ha appeso sciarpe e maglie al muro, inclusa una del medico curante di Niguarda e una maglia di Lautaro Martínez; ha ricordato la vittoria 3‑2 contro la Juventus, quando le infermiere sono entrate nella sua stanza per chiedere cosa fosse successo perché la sua gioia era così intensa; le partite gli hanno dato conforto e gli hanno impedito di perdere la speranza.

Sostegno dell’Inter e sogni futuri

Una delegazione composta da Marotta, dal dottor Volpi, da Francesco Toldo e da Giuseppe Bergomi lo ha visitato prima della partita contro il Monza, seguita da Nicolo Barella e Alessandro Dimarco, la cui arrivata è stata catturata in video dal fratello; Leonardo ha preso in giro Barella per il tiro più frequente e ha elogiato Dimarco per una stagione eccezionale.

I medici lo hanno autorizzato a riprendere gli allenamenti, e sta ricostruendo la sua mobilità con lavori di peso; spera di tornare con i compagni di squadra di Scarioni e di giocare presto allo stadio della Pinetina; sogna di calciare un rigore contro Mattia Provedel o Gianluigi Martinez e di mostrare la sua abilità a Lautaro Martínez; il suo soprannome “Toro” risale a una stagione in cui lui e un compagno hanno segnato complessivamente cento dieci gol.

UE.

Il contrasto tra le fiamme che hanno segnato il suo corpo e le luci brillanti del San Siro illustra come il calcio possa riaccendere una vita ritenuta persa.

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