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Serie A

Dal rifugio in Polonia al sogno in Serie A: la storia di Bohdan Popov

🇮🇹 Di 4AllFootball ·
Dal rifugio in Polonia al sogno in Serie A: la storia di Bohdan Popov

Bohdan Popov, attaccante dell’Empoli, racconta a Cronache di spogliatoio come la fuga dall’Ucraina a quindici anni abbia segnato la sua vita, mentre oggi sente di crescere ogni anno e vuole restituire al club ciò che ha ricevuto. Due realtà opposte si incontrano nella sua storia.

Dal rifugio in Polonia al sogno in Italia

All’età di quindici anni, Popov è fuggito dall’Ucraina per sfuggire al conflitto. Prima si è rifugiato in Polonia, dove ha trovato una via di uscita grazie a un’amica dei suoi genitori in Italia. Da lì è giunto nella provincia di Massa, punto di partenza del suo nuovo futuro.

In Italia ha provato a inserirsi nella squadra di La Spezia, ma problemi burocratici e di tesseramento gli hanno impedito l’ingaggio. Un procuratore lo ha notato e ha facilitato il trasferimento a Empoli, dove al suo arrivo parlava pochissimo italiano. Il club gli ha organizzato corsi di lingua e lo ha seguito nella crescita sportiva.

Il percorso in Empoli e le ambizioni future

Ma il presidente dell’Empoli ha pagato una vacanza in Italia per permettere a Popov di riabbracciare la famiglia, che non vedeva da un anno. “All’epoca del mio arrivo all’Empoli non vedevo la mia famiglia da un anno: il presidente gli ha pagato una vacanza in Italia per farmeli riabbracciare”, ha dichiarato.

Nella scorsa stagione, all’esordio in prima squadra a diciotto anni, Popov ha realizzato una doppietta. I suoi genitori affermano che “per come sei, segni per forza”. L’attaccante sente di diventare più forte ogni anno e vuole restituire qualcosa all’Empoli.

Il suo sogno personale è vedere finita la guerra: la famiglia vive in una zona pericolosa e Popov li chiama ogni giorno per sapere se stanno bene. Sperando di tornare in Ucraina, desidera giocare in Nazionale e ambisce a una carriera in Serie A o nella Premier League.

Il percorso di Popov dimostra come una fuga forzata possa trasformarsi in una promessa calcistica, unendo il desiderio di rinascita personale alla gratitudine verso il club che lo ha accolto.

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