Champions League
Como Fabregas celebra la notte di Champions League al Sinigaglia

Il 21:15 di questa sera al Sinigaglia, il Como guidato da Cesc Fabregas ha distrutto il Manchester United per 4-1, regalando ai tifosi una notte leggendaria di Champions League. Il risultato, ottenuto con soli quindici giocatori disponibili, ha suscitato entusiasmo e speranza per il futuro del club.
Una vittoria che spezza il dolore dei tifosi
Fabregas ha dichiarato: «Sono contento per i tifosi, sappiamo quanto i tifosi hanno sofferto negli anni e sono felice che oggi abbiano potuto gioire». Ha elogiato la grande prestazione di Lucas Da Cunha, sottolineando che la squadra ha dato il massimo nonostante la limitata rosa di quindici uomini.
Il tecnico ha poi aggiunto: «Tutto ha funzionato molto bene, ogni giocatore ha giocato al massimo e ha messo in pratica ciò che avevamo preparato». Ha ricordato che ogni partita è diversa, ma questa serata ha confermato la capacità del gruppo di reagire.
Prospettive e sfide future
Riguardo alla crescita, Fabregas ha ammesso di non sapere fino a che punto arriverà la squadra, ma ha sottolineato l’importanza di continuare a lottare. Domani saranno disponibili Addi, Goldaniga e Lahdo, e il prossimo impegno sarà contro il Sassuolo, una sfida che richiederà lo stesso livello di impegno.
Il tecnico ha poi discusso le differenze tra Champions League e Serie A, affermando che «non è così, il calcio è calcio» e che per competere è necessario avere venti calciatori con la stessa mentalità, nonostante squalifiche e infortuni.
Quando gli è stato chiesto se fosse più emozionante il debutto da calciatore contro il Manchester United nel 2004 o quello da allenatore, Fabregas ha risposto che «allenare viene subito dopo» e che la gioia di oggi è stata un orgoglio condiviso con i ragazzi, che hanno giocato con aggressività e testa libera.
Infine, ha definito la prestazione dominante come frutto di una squadra giovane e di un approccio senza paura: «Sono come ragazzi al parco giochi, fortunati, devono sentire il motivo per cui sono qui». Con questa mentalità, il Como guarda al futuro con tranquillità ed umiltà.