Bologna lotta in difesa mentre Palladino cerca solidità
Il Bologna è chiamato a ripartire dalle fondamenta, e quelle fondamenta sono la fase difensiva; la sconfitta per 3‑1 contro l’Ascoli nell’amichevole a porte chiuse di ieri ha aggiunto un campanello d’allarme a un inizio di stagione in cui i rossoblù hanno mostrato costante difficoltà nel proteggere la propria porta. Raffaele Palladino, nuovo tecnico, deve trovare una risposta rapida per invertire la tendenza.
In cinque giornate di campionato il Bologna ha subito sei reti. Nonostante i continui cambi di interpreti e di assetti, il risultato resta invariato: la squadra concede sempre qualcosa. Una piccola crepa nella difesa finisce spesso per diventare decisiva.
Raffaele Palladino ha tentato di intervenire già sul piano tattico, tornando a una difesa a tre. Ha dichiarato che la priorità è ritrovare solidità, ma ha avvertito che modificare il sistema da solo non basta. Il vero lavoro, secondo lui, deve cominciare subito, perché la stagione è lunga e il margine per concedere gol a questo ritmo si sta riducendo.
Ultima porta inviolata
Per trovare l’ultima porta inviolata bisogna tornare al 25 luglio, quando la squadra allenata da Domenico Tedesco superò l’Iraklis per 2‑0. Da quella data la difesa rossoblù è rimasta sempre perforabile. Il ricordo di quella solidità è l’unico punto di riferimento per il nuovo percorso.
Errori diffusi
Le amichevoli estive hanno incluso una pesante sconfitta 4‑1 contro il Pisa, seguita da un inizio di campionato in cui Lazio, Atalanta, Sassuolo, Napoli e Torino hanno trovato la via del gol. Non si tratta solo di errori di un singolo giocatore: a volte è mancata la copertura degli interni, altre volte un centrale è arrivato in ritardo nella lettura dell’azione, e in altre occasioni Lukasz Skorupski non è stato impeccabile. Tutti questi episodi convergono nello stesso problema: il Bologna concede troppo.
L’arrivo di Matteo Darmian può rappresentare una risorsa importante. Se tutto procede secondo programma, il difensore sarà ufficialmente un nuovo giocatore del Bologna nella giornata di oggi, con un accordo annuale e un’opzione fino al 2028. La sua esperienza, duttilità e abitudine a partite di alto livello dovrebbero aumentare le alternative e la stabilità del reparto difensivo.
Gli occhi sono puntati sui due norvegesi, Heggem e Helland. Heggem è rientrato in anticipo dagli impegni con la Norvegia dopo l’espulsione rimediata in nazionale, mentre Helland è tornato dagli impegni con l’Under‑21. Entrambi mostrano grandi potenzialità fisiche e il Bologna ha già investito su di loro per il futuro.
Nel frattempo, Theate è atteso, Casale è rimasto a Bologna e punta a essere disponibile per il Lecce, mentre si attende l’ufficialità del suo rinnovo. Vitik, invece, aspetta il suo momento. Le alternative non mancano, ma ora è necessario trasformarle in certezze.
Palladino lo sa bene: il Bologna può contare su qualità e soluzioni offensive per trovare i gol necessari a vincere. Tuttavia, prima di tutto deve smettere di regalare troppo agli avversari. La chiave per ripartire, soprattutto con una nuova guida tecnica, è la certezza difensiva, non una rivoluzione.