Serie A
Basta la mediocrità, Gerry Cardinale vuole top e giovani al Milan
Nel silenzio di Via Aldo Rossi, Gerry Cardinale osserva il futuro del Milan con la determinazione di chi non accetta la staticità. L’ambizioso dirigente dichiara che basta i 'buoni giocatori' e che il club deve puntare su top e giovani per non rimanere indietro.
Visione e pericolo della staticità
Cardinale si definisce un avanguardista dell’imprenditoria calcistica, consapevole dei rischi legati alla stagnazione. Per lui, restare fermi equivale a perdere terreno in un mercato in rapido mutamento. Il progetto è stato illustrato nella rubrica Absolute Cinema.
Parallelismo tra calcio e intrattenimento
Il dirigente traccia un parallelo tra il calcio italiano e la transizione da Hollywood a Netflix, citando: “Hollywood si è adagiata. Pensava di essere protetta. Poi è arrivato un venditore di DVD a chiedere di prendere in licenza i contenuti. È nata Netflix e li ha schiacciati, perché la tecnologia era cambiata”.
Strategia di mercato del Milan
Cardinale ha stabilito che il Milan acquisterà solo giocatori di primissima fascia, facendo crescere giovani talenti che possano compiere il salto di qualità. L’obiettivo è evitare la categoria dei “buoni giocatori”, definita negli Stati Uniti come scelte di medio livello.
Secondo il suo piano, Gonçalo Ramos e Diego Moreira sono considerati Tier 1, mentre il club preferisce un potenziale crack giovanissimo, idealmente proveniente dalla cantera come Francesco Camarda, piuttosto che un Santiago Giménez.
Lo stesso criterio vale per la coppia di centrocampo Adrien Rabiot‑Christian Comotto e per i pali, dove Mike Maignan è affiancato da Lorenzo Torriani; tuttavia restano dubbi su Mario Gila o Strahinja Pavlović come possibili Tier 1.
Catena decisionale e necessità di consulenza
Ruben Amorim propone e valuta le idee, che passano al vaglio di Almstadt e Gardiner, ma l’ultima parola sugli investimenti spetta a Cardinale. I due dirigenti, provenienti da percorsi non calcistici, non colmano la mancanza di esperienza sul campo di Cardinale.
Per colmare questa lacuna, Cardinale dovrebbe nominare un advisor indipendente e un direttore tecnico che gestiscano la quotidianità sportiva, poiché non può vivere permanentemente a Milanello, in Italia, né operare dall’ufficio di Via Aldo Rossi.
Senonché, come ricorda Antonio Conte, i club che perdono di vista la propria storia alienano i tifosi; quindi il Milan deve tradurre la visione in trofei per mantenere il legame con la sua gloriosa eredità.